Cosa Mangiare da Noi.


 

italiacitta piatti

TAGLIATELLE AL TARTUFO BIANCO

Le tagliatelle al tartufo bianco sono un pregiato primo piatto della cucina tradizionale italiana. Questo binomio non ha età, originariamente umbro, ma oggi diffuso in tutto il territorio nazionale, è simbolo di gusto e sapore. La crema al tartufo bianco viene preparata spazzolando e lavando il tartufo, lo si unisce al burro fuso con panna e latte e lo si insaporisce con del grana e un pizzico di sale e pepe. I condimenti che vi proponiamo sono preparati senza l’aggiunta di coloranti e conservanti, utilizzando solo ingredienti naturali, accuratamente selezionati.

 

 

 

 

italiacitta

In Abruzzo cosa c’è di più avvolgente di una classica pasta e fagioli? Fagioli borlotti, pasta fresca fatta in casa e pochi altri ingredienti per un piatto ricco e genuino. Tipiche di questo piatto sono le sagne (chiamate anche sagnette o tagliolini): si tratta di una particolare pasta corta caratterizzata da un impasto a base di acqua, farina di grano duro e sale. Le sagne sono tipiche di tutto l’Abruzzo, ma diverse sono le varianti: oltre al nome varia anche il formato che può essere anche romboidale e dalla larghezza variabile, l’unico aspetto che rimane invariato è l’impasto, differente dalla tipica pasta all’uovo della chitarra.In passato la povertà degli ingredienti rendeva questa pasta adatta al pranzo di tutti i giorni, in contrapposizione alla pasta all’uovo, tipica dei giorni di festa. Oggi si è persa l’abitudine di fare la pasta in casa ogni giorno, ma per un piatto di pasta e fagioli vale la pena rimanere in cucina qualche minuto in più!Nella variante più ricca di pasta e fagioli vengono aggiunte le cotiche di maiale, mentre la versione di oggi è quella di base realizzata con soli ingredienti vegetali.

 

 

italiacitta

Maccheroni al rintrocilo:  Si tratta di un formato di pasta lunga a sezione ovale. Hanno un tempo di preparazione molto ampio: la sfoglia viene lavorata per oltre due ore, poi tirata e tagliata con un particolare matterello dentato. Anche la cottura in acqua è piuttosto lunga: sono necessari almeno 20 minuti di lessatura. Dopodiché i Maccheroni al rintrocilo sono pronti per essere conditi con ragù abruzzese di vitello, maiale, salsicce, lingua di vitello, tacchino, coniglio, castrato, pancetta, pollo, agnello, oca, fegatini. Il tutto viene rosolato con peperone fresco, porro, cipolla, aglio, ginepro, maggiorana, timo porcini e olio extravergine d’oliva. Un’alternativa molto più semplice è il condimento con solo peperone dolce rosso, essiccato e tritato, fatto soffriggere in aglio, olio e peperoncino.

 
arrosticini

Gli arrosticini sono composti di Carne Ovina

La preparazione consiste nel tagliare la carne in tocchetti di dimensioni molto ridotte ed infilarla in spiedini (in alcune zone detti «li cippe»). Gli arrosticini sono poi cotti alla brace, normalmente utilizzando un braciere dalla caratteristica forma allungata a canalina definito, in base al dialetto della zona “fornacella””o anche più raramente la canala”.Per la riuscita dell’arrosticino, molto dipende anche dalla cottura e dalla griglia utilizzata, dalla temperatura del fuoco, ma soprattutto dall’abilità del cuoco. Sono disponibili anche fornacelle elettriche di piccolo e medio ingombro, tuttavia i risultati in termini di gusto e piacevolezza al palato non sono confrontabili con quelli ottenibili nella cottura alla brace.

 

italiacitta

L’agnello cacio e ova (casce e ova) è un secondo piatto di origine abruzzese a base di carne ovina, che viene quindi tradizionalente gustato nel periodo di Pasqua.

L’agnello cacio e ova è un piatto molto ricco e gustoso, la carne di agnello a pezzettini viene infatti servita con un sughetto realizzato con uova sbattute e saporitissimo pecorino abruzzese stagionato.

 

italiacitta

Lode al dolce! Questo vale per tutte le preparazioni di pasticceria… ma in particolare una è stata protagonista di un celebre madrigale: parliamo del parrozzo! Il tipico dolce abruzzese, tradizionale per le feste natalizie, ha ispirato alcuni sublimi versi dannunziani. Fu infatti il poeta Gabriele D’Annunzio ad assaggiare per primo la creazione di Luigi D’Amico nel lontano 1919, rimanendo letteralmente estasiato dall’oramai famoso zuccotto alle mandorle ricoperto di cioccolato. Per la versione dolce, D’Amico si era ispirato alla tradizione contadina abruzzese del pane rustico di grano duro dalle forme rotonde e dai colori intensi che i pastori abruzzesi preparavano con la farina di mais e poi cuocevano in forno. Le uova presero il posto della farina di granturco e il cioccolato quello della tipica crosticina abbrustolita di colore scuro…il poeta ne rimase molto colpito e non è difficile capire il perché: assaporate anche voi la nostra versione di questo soffice scrigno ricoperto di cioccolato fondente e…potrete immedesimarvi nei versi dannunziani!

Comments are closed