Giostra Cavalleresca di Sulmona

Giostra Cavalleresca di Sulmona

La Giostra Cavalleresca sulmonese, dismessa nel Seicento per “disapplicazione e mancanza di guerrieri”, è tornata a nuova vita, seppure inevitabilmente adattata ai tempi: non più cavalieri erranti a cimentarsi in scontri cruenti, niente steccato a ripartire il campo o “botte” portate in “punteria”, non più il “mantenitore” arroccato nella sua ferrea corazza, né lance spezzate e tanto meno ferite sanguinanti. Tutto questo è soltanto cronaca passata, storia d’altri tempi. Alla Giostra moderna, che si svolge sempre sul tradizionale “campo” di Piazza Maggiore, partecipano per ora solo quattro Sestieri e tre Borghi della Città medievale (solo sette su undici), rappresentati da un binomio cavallo-cavaliere estratto a sorte. Ogni singolo concorrente percorrerà il tracciato al galoppo, tentando di infilare con la lancia gli anelli di diverso diametro (6, 8 e 10 cm.) pendenti dalle sagome dei tre mantenitori dislocati lungo il percorso. Il punteggio sarà calcolato in base agli anelli infilati: in caso di numero pari si terrà conto del diametro e, nell’eventualità di ulteriore parità, prevarrà il tempo impiegato. La tenzone è imperniata su scontri diretti, articolati in modo tale che ciascun contendente affronterà quattro avversari scelti mediante sorteggi, per complessivi 14 scontri che si correranno tra il sabato e la domenica. Al termine di questa prima fase, i quattro che avranno conseguito il miglior punteggio si cimenteranno tra loro per definire i due che si contenderanno la vittoria finale. Il campo di gara viene appositamente allestito per l’occasione con la sistemazione di circa 2700 metri cubi di terra appositamente selezionata, il percorso a forma di otto tracciato con piantine di lauro ceraso e la sistemazione di tribune intorno al campo di gara che permettono di ospitare circa 4000 spettatori. Secondo la migliore tradizione della Giostra antica, al Sestiere o Borgo vincitore sarà assegnato il classico “Palio”, mentre al cavaliere andrà una catena d’oro con medaglia raffigurante l’emblema di Sulmona con la sigla tratta dal famoso emistichio ovidiano “Sulmo mihi patria est”. Il Palio consiste in dipinto realizzato su tela con colori ad olio delle dimensioni di mt. 1,20 x 2,40 viene poi rivestito con stoffe e confezionato con passamaneria. Per la Giostra Cavalleresca di Sulmona il Palio viene realizzato da un artista vincitore del concorso internazionale appositamente indetto mentre per la Giostra Cavalleresca d’Europa il Palio viene realizzato da un artista della Nazione vincitrice della passata edizione. I Sestieri ed i Borghi Quando il Comitato ha cominciato a studiare il progetto della “nuova” Giostra, si è subito reso conto che non era possibile riproporre una gara secondo gli stessi criteri di quella storica ed è stato perciò necessario pensare a qualcosa di diverso che fosse però in grado di assicurare a questa manifestazione una spinta ed una partecipazione sentite da tutta la città di Sulmona. La ovvia conclusione di questa ricerca ha portato alla ideazione di un modello di Giostra fondato sulla gara tra cavalieri rappresentanti divisioni territoriali del nostro Centro Storico, ma aperta anche alla partecipazione di cavalieri rappresentanti realtà territoriali “esterne” (Comuni, Province, Regioni, Nazioni). All’epoca in cui si svolgeva la Giostra, la nostra Città era chiusa da una prima cinta di mura (in parte ancora esistente) che partiva, a nord, dall’inizio dell’attuale Corso Ovidio (all’angolo di Via di Porta Romana) e finiva, a sud, all’altezza della Rotonda di Palazzo San Francesco. Queste mura prevedevano SEI porte di accesso alla Città, quattro ancora più o meno esistenti a tutt’oggi (Porta Bonomini, Porta Iapasseri, Porta Filiamabili, Porta Manaresca) e due ormai, purtroppo, scomparse (Porta Salvatoris e Porta Sancti Panfili). Per rispondere poi alle esigenze di una popolazione in crescita, erano stati costruiti edifici, abitativi e non, al di fuori di questa prima cinta di mura e questo portò alla nascita di quelli che, storicamente, furono chiamati Borghi. In un secondo tempo, anche essi furono racchiusi da una seconda cinta di mura ed è quella che va da Porta Napoli a San Panfilo, con le due Circonvallazioni. Alla luce di questa realtà storica, la Commissione Storica della struttura organizzativa della Giostra ha pensato di dividere il Centro Storico di Sulmona in SETTE zone, chiamando SESTIERI quelle che sono comprese dentro la prima cinta di mura (dovevano essere SEI, una per ognuna delle sei Porte antiche, ma visto che due di esse sono ormai scomparse, si è stati obbligati a definire solo quattro Sestieri, andando incontro, forse, ad un difficile gioco di parole) e chiamando BORGHI quelle comprese tra la prima e la seconda cinta muraria (i Borghi erano più di tre, ma per evitare eccessivi frazionamenti, visto lo spopolamento del Centro Storico, si è deciso di riproporne solo tre, Borgo Pacentrano, Borgo S. Maria della Tomba, Borgo S. Panfilo). Sono stati invitati a partecipare all’organizzazione delle attività nei suddetti Sestieri e Borghi tutti coloro che vi sono nati o vi hanno vissuto o vi vivono attualmente e coloro che sono nati da costoro, o anche coloro che, per un motivo o per un altro, chiedono comunque di partecipare. Ogni Sestiere e Borgo ha una propria Associazione regolarmente costituita, partecipa alla Giostra con un proprio cavaliere, ha un proprio gonfalone, una bandiera, propri rappresentanti nel Corteo Storico, cura l’addobbo delle proprie case e strade durante i giorni della Giostra e delle altre feste, pone la massima attenzione alla cura ed alla salvaguardia del proprio patrimonio architettonico, provvede ad organizzare le varie attività che vengono programmate sia durante la Giostra che in altri momenti dell’anno. Alla Giostra Cavalleresca di Sulmona partecipano cavalieri in rappresentanza dei seguenti 4 SESTIERI e 3 BORGHI:

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