Parchi Nazionali




 

Parchi Nazionali

 

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Un Parco tutto di montagna, la Montagna Madre d’Abruzzo nella parte più impervia e selvaggia dell’Appennino Centrale, la Montagna “Sacra”, perché pervasa da una sacralità monumentale che da sempre ispira profonda religiosità e per questo tanto cara al Papa Celestino V e agli eremiti. Il Parco del Lupo, dell’Orso, dei vasti pianori d’alta quota e dei canyons selvaggi e imponenti, ma anche il Parco degli Eremi, delle Abbazie, delle capanne in pietra a secco, dei meravigliosi centri storici dei Comuni che ne fanno parte.

 

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La Montagna della Majella, Padre dei Monti per Plinio il Vecchio, Montagna Madre per gli abruzzesi, alto, imponente, selvaggio, gruppo montuoso, fa parte, di diritto, del patrimonio mondiale dei Parchi Nazionali. Geograficamente costituito da quattro grandi individualità orografiche – la Majella propriamente detta, ampio e compatto massiccio calcareo, il Morrone, il Porrara e i Monti Pizzi, con le valli e i piani carsici che fra esse si interpongono – è un Parco Nazionale che per posizione geografica, per asprezza, vastità, e imponenza, per il rigore e la mutevolezza climatica, è sicuramente unico nel suo genere e racchiude al suo interno, in vaste aree (widelands), che presentano aspetti peculiari di natura selvaggia (wildland), la parte più pregevole e rara del patrimonio nazionale di biodiversità, di importanza europea e mondiale.

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C’è un Abruzzo anche oltre l’Aquila, e c’è un bosco che è un’opera d’arte. È questo, in estrema sintesi, il responso della XXIII edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, che vede l’affermazione del Bosco di Sant’Antonio, nelle montagne d’Abruzzo, nei dintorni di Pescocostanzo.
Promosso dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso, il riconoscimento – intitolato al grande architetto veneto – si struttura quest’anno in una campagna culturale inizio con conferenze stampa fra Roma e Pescocostanzo, e che ora trova il suo apice proprio a Treviso nella giornata di sabato 12 maggio.

 

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Il Gran Sasso d’Italia, la catena montuosa più alta dell’Appennino centrale, si candida a diventare Patrimonio Naturale dell’Umanità. Il prestigioso riconoscimento viene assegnato dall’UNESCO a paesaggi naturali di particolare bellezza. Tra i Patrimoni Naturali dell’Umanità figurano luoghi meravigliosi come le Cascate Vittoria, tra lo Zambia e lo Zimbawe, le isole Galápagos, nell’Oceano Pacifico, e la Grande Barriera Corallina, al largo della costa del Queensland, nell’Australia nord-orientale.

 

Italia Città

Periodo di Apertura Sempre aperto
Proprietà CAI Sulmona
Dotazioni Dotarsi di sacco a pelo e materassino
Posti letto 12
Località di partenza Rifugio Pomilio
Quota di partenza 1892 metri
Dislivello 1200 metri
Tempo di percorrenza 5 ore
Difficoltà EE (Escursionistico) percorso su sentiero.
Accesso Si passa per il Blockhaus (segnavia n. 1), si prosegue per Monte Cavallo, Focalone, Cima Pomilio. Da qui si va verso ovest e si oltrepassano i Tre Portoni. A questo punto in senso antiorario si sale per la dorsale di Monte Amaro dove a pochi metri dalla vetta e dalla croce sorge il bivacco.
Itinerari
Sulla vetta della Majella si può salire anche dall’altro versante, da Campo di Giove passando per la Femmina Morta oppure da Fara San Martino o da Monte Rapina e Pesco Falcone o ancora per le Rave che salgono ripidamente su Monte Amaro.

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